Le città della
Costiera Amalfitana
LE CITTÁ DELLA COSTIERA AMALFITANA

Amalfi
Il particolare e suggestivo borgo marinaro, si presenta arroccato sulla montagna e ne segue le pendici, creando quella conformazione tipica che è nota in ogni angolo del Mondo.
Poche sono le spiagge facilmente fruibili dal pubblico, ma ciò non impedisce l'afflusso di migliaia di visitatori alla ricerca delle tipicità del luogo: dalle ceramiche, alla visita del Duomo di S. Andrea con annesso Chiostro del Paradiso, alla degustazione dei suoi dolci e delle sue pietanze tipiche. L'economia locale, oltre che sul turismo, è particolarmente basata sulla coltivazione e produzione dello "sfusato" amalfitano e dei liquori che da esso si ricavano. Il clima è di tipo mediterraneo, il Santo patrono è Sant'Andrea Apostolo e si festeggia il 27 giugno.
Atrani
Stretta tra il monte Civita a est e il monte Aureo a ovest, Atrani si estende lungo la valle del fiume Dragone. I due colli formano, con la loro incombenza sulla vallata, un "antro" da cui deriva il nome di Atrani. Il nome del fiume invece è di derivazione greca, e indicava la purezza delle sue acque.
A sud, le case erano protette dal mare dal viadotto borbonico; avanti a esso, ora, giace la spiaggia formatasi grazie alla costruzione di una scogliera artificiale. Il tessuto urbano sale arrampicandosi tra le ripide pendici dei due monti, a est fino alla Chiesa della Maddalena che svetta imponente contro il mare e a ovest fino alla galleria che conduce nel territorio di Amalfi. Le case formano un dedalo di scalinate e di slarghi, interrotti solo dalla piazzetta, con la Chiesa di San Salvatore de Birecto e con la fontana in stile moresco, e dal corso che copre il letto del fiume; questo labirinto urbano sale nella vallata fino a perdersi in terrazze coltivate a limoni, che sono tuttavia già territorio della città di Ravello.
Ravello
Ravello è un comune italiano di 2.331 abitanti della provincia di Salerno in Campania.
Fa parte della costiera amalfitana (iscritta dal 1997 al patrimonio mondiale UNESCO), della quale costituisce un rinomato centro turistico e culturale. Conosciuta con l'appellativo di "Città della musica", è sede del Ravello Festival che si tiene nei giardini di Villa Rufolo e nell'auditorium Oscar Niemeyer.
Riscoperta da intellettuali ed artisti, Ravello riacquistò la sua importanza come luogo turistico culturalmente elitario, dedicato all'ozio creativo. Oltre i vari nobili locali, la vita di Ravello vide lo stabilirsi nella cittadina di aristocratici stranieri, come il filantropo sir Francis Neville Reid dalla Scozia, e la visita di artisti come Richard Wagner che a Ravello s'ispirò per il suo Parsifal.
Sul finire della Seconda guerra mondiale, Ravello divenne addirittura sede della corte di re Vittorio Emanuele III, arrivato da Brindisi. Egli risiedeva in Villa Episcopio, ospite del Principe di Sangro, e girava abitualmente nel paese senza scorta con Benedetto Croce.
Dal secondo dopoguerra Ravello è sede del Festival della musica classica, inaugurato inizialmente per onorare la presenza del re, e si è sviluppata come uno dei maggiori poli di attrattiva turistica della zona.
Da visitare:
- Duomo ed ex Cattedrale di Ravello di S. Maria Assunta. Inaugurato nel 1080, sede vescovile onoraria e sede di parrocchia; custodisce tra le altre reliquie l'ampolla miracolosa del sangue di san Pantaleone patrono, che presenta l'annuale fenomeno della liquefazione il 27 Luglio.
- Eremi di Santa Barbara
- Santuario dei Santi Cosma e Damiano: santuario storico di notevole devozione popolare ed oggetto di pellegrinaggi, risalente al XIV secolo, sito in frazione San Cosma. Innumerevoli altre chiese ed edifici ecclesiastici.
I palazzi-fondaco delle antiche famiglie ravellesi nella maggior parte dei casi sono divenuti alberghi nell'ultimo secolo e mezzo. La maggior parte è sita nel rione Toro, seguendo lo sviluppo dell'abitato da Piazza Fontana verso sud, fino a Piazza Duomo.
- Palazzo (villa) Rufolo (1270) in Piazza Duomo, famoso per i suoi giardini. Vi dimorava la più importante e potente famiglia di Ravello. Fu costruito da Nicola Rufolo, uno dei patrizi più ricchi del luogo. La Villa è menzionata dal Boccaccio nel Decameron. Attualmente ospita il Ravello Festival ed è visitabile.
- Convento di San Francesco (1211), fondato dal santo in persona mentre viaggiava verso la Terra Santa, fu casa del Beato Bonaventura da Potenza. È attivo, con 2 frati.
Sono presenti nel territorio numerosi palazzi di nobili che hanno fatto la Storia di Ravello, oltre a numerosi edifici ecclesiastici a testimonianza dell'importanza che ha avuto Ravello nella Storia e nella Cultura italiana.
Musei
- Museo del Duomo.
- Il Museo "Camo" del corallo, è una tabacchiera del XVIII secolo incrostata di cammei.
- Museo della Torre di Villa Rufolo.
Furore
Dal 1997, in quanto parte della Costa d'Amalfi, è entrato a far parte dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Attive erano un tempo l'industria della carta, quella della seta, del tornio e dei maccheroni. A queste si aggiungono la produzione dell'olio, l'agricoltura, la pastorizia, la pesca e l'arte di fare canapi. In località lo Schiato, valletta che prende il nome dal torrente, vi erano una fabbrica di carta emporetica e un mulino.
Le chiese principali conservano delle urne funerarie romane in marmo, finemente scolpite e lavorate: due in S. Giacomo Apostolo, due in S. Michele Arcangelo e una in S. Elia Profeta.
